La Medicina di Precisione rappresenta un cambio di paradigma rispetto all’approccio “taglia unica” tradizionale: mira a trattare la persona, non solo la malattia, sfruttando biomarcatori molecolari, dati clinici e ambientali per costruire terapie mirate e percorsi di cura personalizzati. Questo concetto, nato in ambito oncologico, si è esteso oggi alle patologie croniche sistemiche grazie all’integrazione delle scienze omiche (genomica, proteomica, epigenomica, metabolomica) e in particolare della microbiomica, che ha rivoluzionato la comprensione del ruolo del microbiota nella salute metabolica e immunitaria.

Nel linguaggio corrente i termini microbiota e microbioma sono spesso usati come sinonimi, ma in ambito medico è importante distinguerli correttamente. Il microbiota è l’insieme dei microrganismi (batteri, virus, funghi, archei) che popolano vari distretti del nostro corpo, soprattutto l’intestino, mentre il microbioma è il patrimonio genetico collettivo di questi microrganismi. Se il microbiota rappresenta la comunità biologica vivente, il microbioma è il suo “genoma funzionale”. Lo studio del Microbioma è quindi la scienza che definisce il ruolo dei geni del Microbiota e la loro interazione con i geni dell’organismo ospite.

Studi recenti hanno dimostrato che il Microbioma umano contiene fino a 100 volte più geni del Genoma umano e partecipa attivamente a numerose funzioni fisiologiche: sintesi vitaminica, regolazione immunitaria, integrità della barriera intestinale, metabolismo dei nutrienti, e perfino modulazione dell’infiammazione sistemica. Al contrario, la disbiosi, alterazione patologica del microbiota, è associata a una maggiore permeabilità intestinale, endotossiemia metabolica, rilascio cronico di citochine infiammatorie e incremento del rischio di sindrome metabolica, diabete, obesità e patologie cardiovascolari.

In questo contesto, emergono nuove classi di molecole endogene con effetto pro-omeostatico: le ALIAmidi (Autacoid Local Injury Antagonist Amides), tra cui la palmitoiletanolamide (PEA) e l’oleoiletanolamide (OEA). Prodotte localmente dai tessuti in risposta a stress o danno, le ALIAmidi modulano l’infiammazione e il metabolismo energetico agendo su recettori chiave come PPAR-α, GPR55 e TRPV1. Il loro effetto si esplica nel contenimento dell’attivazione immunitaria, nella riduzione della produzione di citochine pro-infiammatorie (TNF-α, IL-6) e nella regolazione del bilancio energetico cellulare.

Un aspetto innovativo e ancora poco conosciuto è che le ALIAmidi possono influenzare direttamente il microbiota intestinale. Studi preclinici suggeriscono che la somministrazione di PEA o OEA favorisce il ripristino dell’eubiosi, migliorando l’abbondanza di ceppi benefici (come Lactobacillus e Bifidobacterium) e riducendo la crescita di specie pro-infiammatorie. Inoltre, attraverso l’attivazione dei recettori PPAR-α a livello intestinale, le ALIAmidi rafforzano la barriera epiteliale, limitando la traslocazione batterica e l’endotossiemia metabolica. Questo crea un circolo virtuoso tra sistema immunitario, epitelio intestinale e composizione microbica, fondamentale nella gestione delle patologie croniche.

Le più recenti strategie biotecnologiche si spingono oltre: attraverso la modifica genetica di microorganismi batterici è possibile ingegnerizzare ceppi (come Lactobacillus Paracasei subs. Paracasei F19) in grado di biosintetizzare direttamente ALIAmidi nel lume intestinale. Questi  “microrganismi endogeni intelligenti” rappresentano una nuova generazione di terapie viventi, capaci di modulare il microbioma, ridurre l’infiammazione e supportare l’omeostasi metabolica con precisione e continuità.

In conclusione, la convergenza tra Medicina di Precisione, scienze omiche, microbioma e lipidomica terapeutica apre una nuova era nella gestione personalizzata delle patologie croniche multifattoriali. Molecole endogene come le ALIAmidi, capaci di dialogare con il microbioma e con i principali sistemi metabolici e immunitari, rappresentano una frontiera avanzata nella costruzione di strategie terapeutiche più efficaci, sostenibili e centrate sul paziente utilizzabili con efficacia e sicurezza in tutte le Malattie Croniche Non Trasmissibili (MCNT) e in caso di Sindrome Cardionefrometabolica (CNMS).

Questo nuovo progetto sposta il focus verso una visione più integrata e olistica che unisce cuore, reni, apparato digerente e metabolismo, mettendo il Sistema Immune e il Microbioma Umano  al centro di questa complessa rete.

Nei lontani anni 70 ero studente di medicina e frequentavo per tirocinio obbligatorio prelaurea il reparto di medicina dell’ospedale Santo Spirito di Roma,  primario professor Pelosio, ed ero assegnato ad uno dei suoi aiuti dott Renato Massini, amico a sua volta del professor Gugliantini, primario radiologo del Bambin Gesù, amico di mio padre.

Se ben ricordo, proprio il primo giorno visitammo un paziente di mezza età, affetto da malattia   diverticolare, cardiopatico; tra le note interessanti del caso si evidenziava una marcata e preoccupante iperuricemia.

La  mattina  dopo il paziente era deceduto  per  infarto  miocardico.
Cominciai, continuai a capire che la medicina era materia molto “complessa”  dove  era  bene  PREVEDERE  L’ IMPREVEDIBILE   !!!

Già il grande anatomopatologo professor Ascenzi (mio esame di anatomia patologica  – UN  ANNO  DEDICATO) mi aveva insegnato ad avere una visione di insieme.

Sosteneva che le malformazioni congenite  e le varie patologie non vengono mai da sole ; bisogna sempre avere sia nell’ autopsia , che nello  studio  del caso clinico vivente, la visione di insieme.

Assistendo alle autopsie di Ascenzi, si toccava con mano quanto abbiamo appena detto: oltre alla causa principale di morte esistevano sempre lesioni e patologie concomitanti  associate e più o meno coinvolte nella causa del decesso. Nel guardare oltre ho imparato quindi la parola sindrome e le parole complesso di sintomi e di lesioni. Sulla saggezza del guardare oltre ho con serietà e con passione cercato di andare  sempre  oltre l’oltre ed ecco che uscendo dai ricordi bellissimi dell’esperienza  Santo Spirito, Renato Massini, Antonio Ascenzi arrivo alla passione per la sindrome metabolica.

Argomento nel XX secolo intrigante e non da tutti condiviso/conosciuto, nel XXI secolo è addirittura superata l’idea della vecchia sindrome metabolica  riconoscendole  di  essere argomento trasversale, coinvolgente in una visione di insieme l’intero organismo; viene superata con uno studio approfondito che parla di nuova sindrome metabolica ovvero di sindrome cardionefrometabolica ……

I cardiologi americani racchiudono in un triangolo i tre punti cardinali della nuova sindrome: cuore reni e metabolismo

Grazie alla mia formazione gastroenterologica/microbiologica condivisa con i massimi esperti in materia (Aldo Torsoli, Giovanni Gasbarrini e le loro prestigiose scuole), dopo  aver  scritto  ben 2 libri sulla vecchia Sindrome Metabolica, e aver  tenuto  numerose  conferenze  al  riguardo,  anche grazie al contributo e collaborazione di Augusto Sannetti quale Direttore dell’Istituto di Ricerca Human Microbioma Care (Clinical Advanced Research and Educational) e della farmacologa della Sapienza di Roma Irene Palenca, ho voluto allargare il triangolo ad un quadrilatero inserendo il Microbioma Umano come quarto punto cardinale.

Ed proprio quest’ultima  attenzione al Microbioma Umano, Sistema Immune, Permeabilità Intestinale che ci porta all’ampliamento di visione del problema.

I fatti ci daranno ragione!!!

Perché la Sindrome Metabolica (SMET) non basta più

Siamo di fronte a una svolta epocale nella comprensione della salute umana. Per decenni abbiamo guardato il corpo a compartimenti stagni: il cardiologo per il cuore, il nefrologo per i reni, il gastroenterologo per l’apparato digerente, il diabetologo per il metabolismo. Ma la realtà biologica, come spesso accade, è molto più interconnessa e affascinante.

Questo libro nasce per guidarvi oltre i confini della “vecchia” Sindrome Metabolica verso una nuova frontiera: la Sindrome Cardionefrometabolica o CNMS (CKM – NMS). È un termine complesso per descrivere una verità semplice: cuore, reni e metabolismo non lavorano da soli. Sono ingranaggi di uno stesso meccanismo dove il malfunzionamento di uno trascina inevitabilmente con sé gli altri.

Ma c’è un protagonista inatteso in questa storia, un “regista occulto” che la scienza sta iniziando a conoscere solo ora: il Microbioma Umano che è un vero e proprio organo endocrino che indaga elabora forma ed informa il Sistema Immune, e che attraverso molteplici azioni  è in grado di distinguere e differenziare uno stato di salute da quello di malattia.

In queste pagine scoprirete che la salute dei vostri reni e del vostro cuore dipende in gran parte da ciò che accade nel nostro Microbioma. Capirete come un intestino “permeabile” possa innescare quell’infiammazione silenziosa che danneggia i vasi sanguigni e i filtri renali, molto prima che le analisi tradizionali lancino l’allarme.

Non si tratta solo di teoria. Questo testo raccoglie la mia eredità di prevenzione e cura attraverso l’alimentazione, aggiornandola con le più recenti scoperte scientifiche. Imparerete come proteggere cuore e reni, quali alimenti sono veri e propri “scudi” per i vostri organi e come semplici cambiamenti nello stile di vita possono invertire la rotta di una patologia complessa.

“Oltre la ‘Vecchia’ Sindrome Metabolica” non è solo un titolo, è un invito a guardare dentro di noi con occhi nuovi. È la promessa che, prendendoci cura del nostro “mondo interiore” – a partire dall’intestino – possiamo garantire un futuro di salute e longevità a tutto il nostro organismo.

Buona lettura e buona scoperta.

 

Il presidente Augusto Sannetti richiama il mondo accademico e le istituzioni sanitarie: “Da oltre venticinque anni lavoriamo su questi temi. Serve un confronto realmente inclusivo e rispettoso delle competenze maturate nel Paese”.

di Paolo Rinaldi


C’è una voce che chiede di essere ascoltata e che rivendica con fermezza, ma senza toni offensivi, un primato culturale e scientifico troppo spesso dimenticato. È quella della Società Italiana Educazionale Medicina di Precisione – S.I.E.M.PRE., che attraverso il suo presidente, il professor Augusto Sannetti, richiama l’attenzione del mondo accademico, delle istituzioni sanitarie e dello stesso Ministero della Salute sulla necessità di riconoscere il contributo fornito da chi, quando ancora la Medicina di Precisione non era divenuta una parola d’ordine della sanità contemporanea, aveva già compreso la portata rivoluzionaria di questo nuovo paradigma.

“La memoria scientifica – osserva Sannetti – non può essere selettiva”. Una riflessione che assume il sapore di una rivendicazione, alla luce delle recenti iniziative dedicate alla Medicina di Precisione promosse da AIFA e dalla Fondazione HEAL Italia, dalle quali S.I.E.M.PRE. ha rilevato con rammarico l’assenza di un coinvolgimento della propria comunità scientifica.

Una circostanza che, secondo la società scientifica romana, rischia di generare una rappresentazione incompleta dello sviluppo della Medicina di Precisione nel nostro Paese.

S.I.E.M.PRE. ricorda infatti di essere stata tra le primissime realtà italiane ad affrontare in maniera sistematica i temi della medicina personalizzata, promuovendo già all’inizio del nuovo millennio una visione innovativa fondata sull’integrazione tra genetica, ricerca molecolare, pratica clinica e approccio multidisciplinare. Un impegno che affonda le proprie radici anche nell’esperienza maturata da Augusto Sannetti e da un gruppo di ricercatori italiani nell’ambito dell’International Human Genome Project e successivamente dell’International Human Probiome Project.

Da oltre un quarto di secolo la Società Italiana Educazionale Medicina di Precisione opera attraverso gruppi di studio multidisciplinari che coinvolgono clinici, ricercatori, accademici e professionisti sanitari nel rigoroso rispetto dei principi di indipendenza scientifica e di assenza di conflitti di interesse. Un patrimonio culturale costruito nel tempo e consolidato attraverso venticinque congressi nazionali consecutivi patrocinati dal Ministero della Salute e dal Ministero dell’Università e della Ricerca, oltre a numerose attività formative e divulgative.
La società collabora inoltre con prestigiose università e istituzioni internazionali, con la Community of Mediterranean Universities, è in cooperazione scientifica con oltre settanta società scientifiche italiane ed è partner strategico della European Society for Clinical Investigation (ESCI).

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a cura di Augusto Sannetti
Presidente della Società Italiana Educazionale Medicina di Precisione – S.I.E.M.PRE.
Presentazione

La medicina contemporanea sta attraversando una trasformazione profonda, guidata dall’evoluzione delle conoscenze scientifiche, delle tecnologie genomiche e dalla crescente consapevolezza della complessità biologica e sociale di ogni individuo. A questa evoluzione si affianca oggi un ulteriore, decisivo cambio di paradigma: l’integrazione sempre più strutturata di strumenti digitali avanzati e delle applicazioni dell’intelligenza artificiale. Tali sinergie stanno ridefinendo radicalmente il modo di concepire diagnosi, prevenzione e terapia, dando origine a un autentico ecosistema innovativo che può essere definito come una vera e propria “rivoluzione della precisione in terapia”. In questo nuovo scenario, la medicina si allontana definitivamente da una logica classificatoria rigida: le malattie non vengono più considerate come entità statiche inserite in cataloghi, né i pazienti vengono incasellati in percorsi terapeutici standardizzati. Al contrario, le linee guida cliniche evolvono progressivamente in linee guida personalizzate, dinamiche e adattive, capaci di modellarsi sulle caratteristiche uniche di ciascun individuo.

Il Presidente della Società Italiana Educazionale Medicina di Precisione introduce con un editoriale un tema di vitale importanza quello che indica il percorso di una nuova rivoluzione scientifica e culturale verso una Medicina di Precisione che appare sempre più imprescindibile e non rimandabile.

È dunque imprescindibile che la multidisciplinarietà delle scienze mediche, farmacologiche e biotecnologiche si integri pienamente, creando un dialogo continuo tra competenze diverse. Solo attraverso questa convergenza è possibile realizzare un autentico tailoring della cura, costruito su misura per il singolo paziente e fondato su evidenze scientifiche integrate e contestualizzate. In questo quadro, emerge con forza una responsabilità culturale e professionale: il medico, così come ogni professionista sanitario, non può più operare secondo una logica monocompartimentale né rimanere confinato in una visione iper-settorializzata del proprio ambito di competenza. Un approccio frammentato rischia oggi di essere non solo limitante, ma potenzialmente inadeguato rispetto alla complessità dei bisogni clinici. Al contrario, è necessario sviluppare una capacità di apertura e integrazione tra discipline, promuovendo un confronto continuo tra specialità diverse e competenze complementari. Solo attraverso un approccio realmente interdisciplinare è possibile giungere a una definizione completa del singolo caso clinico, formulare una diagnosi quanto più accurata possibile e proporre strategie terapeutiche ottimizzate, orientate alla massimizzazione dei risultati clinici e alla personalizzazione delle cure.

In questo contesto nasce e si colloca S.I.E.M.PRE. (Società Italiana Educazionale di Medicina di Precisione), che non si configura soltanto come un soggetto scientifico, ma come un attore strategico nel ripensamento dei modelli formativi e assistenziali. La sua peculiarità risiede nella capacità di coniugare ricerca, pratica clinica e formazione in un unico ecosistema integrato. S.I.E.M.PRE. promuove un modello avanzato di medicina di precisione che supera definitivamente la frammentazione disciplinare, favorendo una visione sistemica del paziente. L’integrazione strutturata di fattori genetici, clinici, ambientali, psicologici e sociali consente una lettura complessa e completa dello stato di salute, rendendo possibile una reale personalizzazione dei percorsi diagnostico-terapeutici. Un ulteriore elemento distintivo è rappresentato dal forte orientamento traslazionale: la Società agisce come ponte tra ricerca e clinica, accelerando il trasferimento delle innovazioni – in particolare in ambito farmacogenetico e digitale – nella pratica quotidiana. Questo approccio permette ai professionisti sanitari di accedere a strumenti avanzati per il supporto decisionale, migliorando l’appropriatezza terapeutica e gli esiti clinici.

Sul piano formativo, S.I.E.M.PRE. si caratterizza per una proposta educativa innovativa, multidisciplinare e continua, orientata allo sviluppo di competenze trasversali. L’obiettivo è formare professionisti capaci non solo di aggiornarsi, ma di interpretare la complessità, lavorare in team integrati e adottare un approccio critico e personalizzato alla cura. In questo senso, la Società contribuisce a colmare uno dei principali gap del sistema sanitario attuale: la distanza tra iper-specializzazione e reale integrazione delle competenze.

Perché è importante oggi proporre studi e ricerche traslazionali e cliniche di precisione?

La medicina tradizionale, basata su protocolli standardizzati, ha certamente contribuito in modo significativo al miglioramento della salute pubblica, ma mostra oggi limiti evidenti di fronte alla variabilità individuale delle risposte terapeutiche. Pazienti affetti dalla stessa patologia possono rispondere in modo profondamente diverso allo stesso trattamento, con esiti che spaziano dall’inefficacia terapeutica fino all’insorgenza di effetti avversi anche gravi. Le ricerche traslazionali e cliniche di precisione rappresentano il ponte essenziale tra laboratorio e pratica clinica: consentono di trasformare le scoperte biologiche e molecolari in strumenti concreti per la diagnosi, la prevenzione e la terapia. In un’epoca caratterizzata dall’aumento delle malattie croniche, dall’invecchiamento della popolazione e dalla necessità di garantire la sostenibilità dei sistemi sanitari, la medicina di precisione permette di ottimizzare le risorse, ridurre gli sprechi e migliorare significativamente gli esiti clinici. Investire in questi ambiti significa inoltre favorire l’equità delle cure, assicurando trattamenti più appropriati e mirati, e rafforzare il ruolo dell’Italia nella ricerca scientifica internazionale, in linea con le strategie europee di innovazione sanitaria.

Il ruolo di S.I.E.M.PRE. nella medicina personalizzata


S.I.E.M.PRE. è un’Associazione senza fini di lucro che si pone come catalizzatore di innovazione scientifica e culturale nel panorama sanitario nazionale. Attraverso l’integrazione di competenze multidisciplinari, la Società promuove l’adozione di modelli di cura realmente centrati sulla persona, in cui diagnosi e terapia siano costruite su misura. L’utilizzo delle analisi farmacogenetiche rappresenta uno degli strumenti cardine di questo approccio: comprendere come il patrimonio genetico influenzi la risposta ai farmaci consente di individuare il trattamento più efficace e sicuro, identificando il farmaco giusto, alla dose corretta, per il paziente giusto. Questo paradigma consente di ridurre le reazioni avverse, migliorare l’aderenza terapeutica e aumentare l’efficacia complessiva delle cure. Parallelamente, S.I.E.M.PRE. promuove lo sviluppo e l’adozione di strumenti clinici e digitali innovativi che supportano il medico nei processi decisionali, rendendo la medicina di precisione sempre più accessibile e applicabile nella pratica quotidiana. L’approccio olistico adottato riconosce inoltre il ruolo determinante dei fattori psicologici, ambientali e sociali, considerando la salute come il risultato di un equilibrio complesso e multidimensionale.

Una missione etica, scientifica e sociale

La Società Educazionale di Medicina di Precisione si impegna a promuovere e tutelare la salute fisica e psichica di ogni individuo, indipendentemente da cultura, etnia e genere, affermando il diritto universale a cure appropriate e personalizzate. In un contesto globale ancora segnato da disuguaglianze sanitarie, la medicina di precisione e di genere rappresenta uno strumento fondamentale per ridurre tali disparità e garantire equità nell’accesso alle cure. S.I.E.M.PRE. si propone inoltre di preservare l’integrità scientifica della disciplina, promuovendone il riconoscimento come ambito fondamentale della formazione medica e come metodologia assistenziale avanzata. L’attività educativa e di aggiornamento professionale continuo costituisce un pilastro centrale: attraverso programmi formativi, convegni e iniziative di divulgazione, la Società contribuisce a diffondere conoscenze aggiornate tra professionisti sanitari e cittadini. Infine, la Società si pone come interlocutore attivo nelle politiche sanitarie, contribuendo alla definizione di strategie che integrino innovazione, sostenibilità e centralità del paziente, in dialogo con le istituzioni.

Tale impegno ben rappresentato dai ricercatori e dai clinici della S.I.E.M.PRE. ha infatti originato il progetto Life & Longevity Science Project iniziato nel 2023 e concluso ad ottobre 2025.

Il progetto di ricerca promosso dalla Società Italiana Educazionale Medicina di Precisione ha consentito di sviluppare e progettare un approccio diagnostico/terapeutico denominato GEPAP Genetic-Epigenetic-Polymorphic-Analytical-Predictive (Genomic and Enviromental Predictive Algorithm for Prevention) progettato e validato dai ricercatori scientifici dei dipartimenti di Medicina di Precisione, di Farmacologia Clinica e di Clinica Medica dell’Università La Sapienza di Roma e della Federico II di Napoli, che si è concluso con relativa brevettazione e validazione internazionale che ne ha riconosciuto l’originalità dell’ inventiva e l’utilità con oltre 20 rivendicazioni brevettuali tutelate e già in uso in molti centri clinici e dagli specialisti della Medicina di Precisione.

GEPAP  è nato per integrare informazioni genetiche, fattori ambientali, familiarità patologica e parametri clinico metabolici con l’obiettivo di migliorare la predizione precoce delle patologie croniche infiammatorie metaboliche. GEPAP integra infatti analisi genetiche ed epigenetiche con il profilo del Microbioma Umano individuale con marcatori biologici e biomolecolari metabolici oltre ai dati ambientali legati agli stili di vita che attraverso un sistema dinamico crea una mappa multidimensionale relativa allo stato di salute e del profilo di rischio di malattie per singolo individuo in grado di valutare suscettibilità genetica alle malattie croniche, tumori e patologie neurodegenerative in grado di definire le alterazioni epigenetiche legate ad infiammazioni, invecchiamento e stress ambientale, di individuare le interazioni tra genoma del Microbiota e dell’ospite (Microbioma) fattore chiave dell’equilibrio immunitario e della salute metabolica oltre che ad evidenziare la compatibilità tolleranza immunologica a farmaci e xenobiotici e a tutte le sostanze esogene, oltre che evidenziare i segnali biomolecolari di stress cellulare e le disfunzioni degenerative.

Oltre che fornire una previsione precoce e personalizzata delle malattie il Life & Longevity Science Project propone anche un approccio terapeutico innovativo che si concentra sul ripristino e sul mantenimento delle funzioni fisiologiche attraverso le nuove biomolecole endogene brevettate e denominate “Live Bioterapics Agents” riconosciute anche a livello regolatorio dalla FDA che ha già autorizzato diversi trial clinici su questa nuova categoria di agenti terapeutici che sono prodotti dall’organismo umano e che svolgono un ruolo fondamentale nel sostenere l’equilibrio del sistema immunitario, nel proteggere dai danni ossidativi infiammatori, di promuovere i processi di detossificazione e riparazione cellulare, rallentare i processi degenerativi, e prevenire l’insorgenza e la progressione di Malattie Croniche Non Trasmissibili (MCNT) oltre ad essere in grado di attivare effetti antiangiogenetici (inibisce le vie di segnalazione del VEGF e la neovascolarizzazione) e promuovere l’apoptosi delle cellule tumorali attraverso la sovra-regolazione dell’espressione dei geni pro apoptotici (come BAX, e CASPASI 3/9) e delle segnalazioni AKT/m TOR mediate dai ricettori nucleari come il PPAR-α  – GPR55 – TRPV1.

L’impatto clinico e le applicazioni del metodo GEPAP, i protocolli terapeutici mirano ad integrare la precisione diagnostica con interventi biocompatibili personalizzati che migliorano sia la durata della vita in salute (Heath Span) sia la longevità (Life Span) che rappresenta un passo concreto di Medicina di Precisione, attraverso una Prescrittomica fondata sull’intelligenza biologica del corpo umano.

Questo rende il Life Longevity Science Project non solo una straordinaria invenzione e innovazione scientifica ma anche un Asset Strategico per una sanità sostenibile particolarmente rilevante per i paesi che intendono investire in infrastrutture sanitarie centrate sul paziente in grado di ridurre i ricoveri ospedalieri e sprechi sanitari consentendo di evitare trattamenti non necessari che ogni anno generano miliardi di euro di costi sanitari evitabili.

Conclusione

In questa prospettiva, la Società Italiana Educazionale Medicina di Precisione assume un valore strategico fondamentale, favorendo l’integrazione della Medicina di Precisione nei percorsi regolatori e assistenziali e contribuendo alla costruzione di un futuro in cui ogni terapia sia realmente pensata per chi la riceve.

Il XIV Congresso “FOCUS SULLE MALATTIE INFIAMMATORIE CRONICHE INTESTINALI” svoltosi a Viagrande (CT) nelle giornate del 22 e 23 maggio 2026, e coordinato dal Responsabile Scientifico Antonino Carlo Privitera, ha rappresentato un importante momento di aggiornamento e confronto multidisciplinare nell’ambito delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI), ottenendo il patrocinio della Società Italiana Educazionale di Medicina di Precisione – S.I.E.M.PRE.

L’evento ha visto la partecipazione di numerosi specialisti provenienti da differenti realtà cliniche e scientifiche nazionali, con la presenza dei Presidenti delle principali Società Scientifiche di riferimento nel settore gastroenterologico, tra cui FISMAD, AIGO e SIED, a conferma del rilevante valore scientifico e formativo dell’iniziativa.

Tra i partecipanti istituzionali, si segnala inoltre la presenza del Presidente della Società Italiana Educazionale di Medicina di Precisione – S.I.E.M.PRE., Augusto Sannetti, a testimonianza dell’interesse della Società verso le più recenti evoluzioni nella gestione personalizzata delle patologie croniche intestinali.

Il Congresso si è distinto per un programma scientifico particolarmente articolato e attuale, orientato ad approfondire i principali aspetti diagnostici, terapeutici e organizzativi legati alle MICI, con un’attenzione specifica ai modelli di presa in carico multidisciplinare e all’evoluzione delle strategie cliniche in ambito gastroenterologico, con particolare riferimento all’ottimizzazione dei percorsi diagnostico-terapeutici.

Nel corso delle due giornate congressuali sono stati affrontati temi di grande interesse clinico e scientifico, tra cui:

• Evoluzione delle strategie terapeutiche nelle MICI, con approfondimenti sui farmaci biologici e sulle nuove molecole innovative;
• Approccio multidisciplinare nella gestione del paziente con malattia di Crohn e rettocolite ulcerosa;
• Importanza della nutrizione clinica e della valutazione dello stato nutrizionale nei pazienti affetti da MICI;
• Transizione del paziente dall’età pediatrica all’età adulta;
• Monitoraggio clinico, endoscopico ed istologico delle patologie infiammatorie intestinali.

Particolarmente interessanti sono stati alcuni passaggi che hanno segnalato l’importanza di un tema di grande rilevanza scientifica rappresentato da una Medicina di Precisione sempre più imprescindibile,  emersi nelle relazioni di Roberto Vassallo, Claudio Romano, Beatrice Principi e Edoardo Savarino, che hanno contribuito ad approfondire aspetti centrali della gestione clinica delle MICI con riferimento all’evoluzione degli approcci terapeutici, all’inquadramento del paziente complesso, al ruolo della nutrizione e alla stratificazione del rischio e del percorso di cura che deve sempre di più tener conto della particolarità polimorfica e genetica individuale di ciascun individuo.

Un sentito apprezzamento va ad Antonino Carlo Privitera per l’eccellente organizzazione scientifica e gestionale del Congresso, che ha consentito la realizzazione di un evento di alto profilo culturale e professionale, caratterizzato da una qualificata partecipazione e da un confronto scientifico costruttivo e concreto.

La qualità del programma, la competenza dei relatori e il coinvolgimento attivo della Comunità Scientifica Siciliana hanno contribuito a consolidare una visione moderna della gastroenterologia clinica, orientata alla centralità del paziente, all’integrazione multidisciplinare e all’appropriatezza terapeutica, principi pienamente condivisi e promossi dalla Società Italiana Educazionale di Medicina di Precisione – S.I.E.M.PRE.

Al Congresso della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica, tenutosi a Napoli dal 16 al 18 aprile 2026, il poster dal titolo “Disordini funzionali gastrointestinali e allergia a nichel” ha ricevuto un importante riconoscimento scientifico, confermando il crescente interesse verso il ruolo dell’allergia sistemica al nichel nei disturbi gastrointestinali funzionali.

Lo studio, coordinato dai ricercatori del Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali dell’Università Federico II di Napoli e dell’ImmunoNutritionLab CEINGE, ha coinvolto una collaborazione multidisciplinare internazionale con specialisti di gastroenterologia, allergologia e medicina interna.

Un legame sempre più evidente tra sintomi gastrointestinali e allergia al nichel

I disturbi funzionali gastrointestinali, come la dispepsia funzionale e la sindrome dell’intestino irritabile (IBS), rappresentano condizioni molto frequenti sia in età pediatrica sia nell’adulto. Sintomi quali dolore addominale, gonfiore, nausea e diarrea possono però sovrapporsi a quelli osservati nelle allergie alimentari e nelle forme di sensibilizzazione sistemica al nichel.

Il nichel è infatti il più comune allergene da contatto nella popolazione generale e, in alcuni soggetti predisposti, può determinare una Sindrome Sistemica da Allergia al Nichel (SNAS), caratterizzata non solo da manifestazioni cutanee ma anche da importanti sintomi gastrointestinali.

Partendo da queste osservazioni, il gruppo di ricerca ha voluto valutare:

Lo studio: 200 pazienti valutati in due centri di terzo livello

Tra gennaio 2025 e gennaio 2026 sono stati arruolati consecutivamente 200 pazienti di età compresa tra 4 e 65 anni, afferenti a due centri di terzo livello per patologie allergiche e gastrointestinali.

La popolazione studiata presentava:

Tutti i partecipanti sono stati sottoposti a:

I risultati: SNAS frequente nei pazienti con sintomi GI funzionali

Lo studio ha evidenziato risultati di particolare rilievo clinico:

I dati suggeriscono che l’allergia sistemica al nichel possa rappresentare una causa sottodiagnosticata di sintomi gastrointestinali cronici comunemente attribuiti ai disturbi funzionali.

Implicazioni cliniche

Secondo gli autori, l’Atopy Patch Test mostra una buona sensibilità diagnostica e potrebbe diventare uno strumento utile di screening nei pazienti con IBS o dispepsia funzionale.

L’integrazione di una valutazione allergologica nel percorso diagnostico di questi pazienti potrebbe:

Il lavoro apre inoltre nuove prospettive di ricerca sull’interazione tra immunologia, alimentazione e disturbi funzionali gastrointestinali.

Gli autori

Il poster è stato firmato da:
L. Carucci, V. Ciminera, E. Caldaria, R. F. Iorio, P. D’Alessio, D. Marziali, A. Masino, M. Sacco, G. Falco, S. Coppola, A. Agizza e Roberto Berni Canani.

Il riconoscimento ottenuto al Congresso SIAP sottolinea il valore innovativo di uno studio che potrebbe contribuire a ridefinire l’approccio diagnostico ai disturbi gastrointestinali funzionali, soprattutto nei pazienti con sospetta sensibilizzazione alimentare.

Augusto Sannetti, in qualità di Presidente della Società Italiana Educazionale di Medicina di Precisione – S.I.E.M.PRE. e Giuseppe Esposito, Presidente del Comitato Scientifico, esprimono apprezzamento e condivisione per il lavoro svolto dalla delegata della Società Italiana Educazionale di Medicina di Precisione Irene Palenca, relativamente alla presentazione “Next-Generation Engineered Probiotics: Scalable Intestinal Green Drug Factories for Personalized Gut-Body Medicine“, nell’ambito delle attività del Rome Technopole (Flagship Project 7 – Open Lab).

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Il VI Congresso Nazionale SI-G.U.I.D.A. – per la Gestione Unificata e Interdisciplinare del Dolore Muscolo-Scheletrico e dell’Algodistrofia – presieduto da Giovanni Iolascon e e svoltosi a Napoli dal 12 al 14 marzo 2026, ha ottenuto il patrocinio della Società Italiana Educazionale di Medicina di Precisione – S.I.E.M.PRE. Il Congresso ha visto la partecipazione di numerosi professionisti sanitari provenienti da diversi ambiti specialistici, oltre a delegati della stessa Società Scientifica SI-G.U.I.D.A.

L’evento si è caratterizzato per un’impostazione scientifica innovativa basata sul confronto tra approcci clinici contrapposti con l’obiettivo di stimolare il ragionamento critico e promuovere decisioni terapeutiche sempre più personalizzate.

Il programma congressuale ha affrontato tematiche di rilevante interesse clinico, con particolare riferimento alla gestione di condizioni complesse e alla valutazione comparativa delle diverse strategie diagnostico-terapeutiche, secondo un approccio multidisciplinare e coerente con i principi della Medicina di Precisione.

Nel corso delle tre giornate congressuali sono stati approfonditi:

  • Approcci terapeutici a confronto in diversi ambiti clinici, con analisi critica dei benefici e dei limiti delle opzioni disponibili;
  • Gestione di condizioni complesse, con particolare attenzione ai processi decisionali e all’appropriatezza clinica;
  • Applicazione del modello “PROS & CONS” attraverso sessioni strutturate di dibattito tra esperti, supportate da momenti interattivi e confronto diretto con la platea;
  • Strategie per l’ottimizzazione degli esiti clinici e per il miglioramento della qualità dell’assistenza, in un’ottica di personalizzazione delle cure.

Particolare rilievo è stato attribuito alle sessioni di confronto strutturato che hanno rappresentato il fulcro metodologico del Congresso, attraverso una qualificata moderazione da parte dei maggiori esperti di settore.

Un ringraziamento va a Giovanni Iolascon, Presidente del Congresso e ad Alberto Migliore, Presidente della Società Italiana G.U.I.D.A. per aver consentito di analizzare in modo critico le diverse opzioni cliniche e di evidenziare come la scelta terapeutica debba essere adattata alle caratteristiche specifiche del singolo paziente.

La qualità del programma scientifico e il contributo di relatori di elevato profilo hanno contribuito a consolidare una visione moderna della pratica clinica, fondata sull’integrazione multidisciplinare, sull’appropriatezza delle decisioni e sulla centralità del paziente; pertanto, un riconoscimento va a tutti gli organizzatori per l’ottima riuscita del VI Congresso Nazionale della Società Italiana G.U.I.D.A.

L’elevata partecipazione e il coinvolgimento attivo dei professionisti presenti hanno confermato il valore formativo e scientifico dell’iniziativa, nonché le ragioni del patrocinio della Società Italiana Educazionale di Medicina di Precisione – S.I.E.M.PRE. nel promuovere la Scienza medica attraverso una Medicina di Precisione valorizzata da un confronto clinico strutturato, efficace e innovativo.

Il Congresso “Approcci integrati al paziente gastroenterologico: specialisti ed MMG a confronto”, che si è svolto a Sassari il 14 marzo 2026 nel complesso sanitario ASSL di Sassari presso la Sala conferenze Palazzina H “Dionigi Mura”, promosso dalla Associazione Italiana Gastroenterologi ed Endoscopisi Digestivi Ospedalieri – AIGO. ha avuto il patrocinio della Società Italiana Educazionale di Medicina di Precisione – S.I.E.M.PRE.

L’iniziativa scientifica dell’AIGO ha visto la partecipazione di numerosi professionisti sanitari, tra cui medici specialisti e medici di medicina generale ed è stato coordinato brillantemente dal responsabile scientifico Valentina Foe.

L’evento si è caratterizzato per un’impostazione fortemente orientata all’integrazione tra diversi livelli assistenziali, con l’obiettivo di favorire un confronto costruttivo tra specialisti e medicina territoriale nella gestione del paziente gastroenterologico.

Il programma scientifico ha affrontato tematiche pienamente coerenti con i principi della Medicina di Precisione, ponendo particolare attenzione alla personalizzazione dei percorsi diagnostico-terapeutici, alla continuità assistenziale e all’appropriatezza delle scelte cliniche nei diversi contesti di cura.

Nel corso della giornata congressuale sono stati approfonditi i temi:

  • Modelli di gestione integrata ospedale–territorio, con particolare riferimento al ruolo sinergico tra specialisti e medici di medicina generale;
  • Percorsi diagnostico-terapeutici personalizzati, costruiti sulla base delle caratteristiche cliniche, anamnestiche e socio-assistenziali del paziente;
  • Strategie di prevenzione e monitoraggio delle principali patologie gastroenterologiche, con attenzione alla diagnosi precoce e alla stratificazione del rischio;
  • Discussione di casi clinici e situazioni complesse, che hanno favorito il confronto su decisioni cliniche condivise e sull’ottimizzazione della presa in carico del paziente.

Particolare rilievo è stato attribuito al dialogo tra le diverse figure professionali coinvolte, evidenziando come una gestione efficace del paziente gastroenterologico richieda un approccio multidisciplinare e una comunicazione strutturata tra ospedale e territorio, come ha ampiamente ribadito Paolo Usai Satta, neopresidente dell’ AIGO che ha voluto confermare l’impegno dell’AIGO Nazionale con particolare riguardo al territorio di tutta la Sardegna.

Va quindi un particolare ringraziamento e riconoscimento per l’impegno organizzativo e l’importanza dei temi proposti a Valentina Foe, responsabile scientifico del Congresso: la qualità del programma scientifico e il contributo dei relatori hanno permesso di valorizzare un modello assistenziale moderno, in cui l’integrazione delle competenze e la centralità del paziente rappresentano elementi essenziali.

L’attiva partecipazione dei professionisti intervenuti ha confermato l’interesse verso modelli organizzativi e clinici sempre più orientati verso una Medicina di Precisione che tiene conto della variabilità individuale a livello di caratteristiche genetiche, stili di vita, alimentazione e ambiente dei pazienti che permetta di fare diagnosi preventive corrette, prevenzione e cure sempre più efficaci e sicure.