Augusto Sannetti, Presidente della Società Italiana Educazionale di Medicina di Precisione, intervistato dal Dr. Sandro Sanvenero nella prima puntata del nuovo programma di medicina: Hippokràtes, andata in onda su QTV, Giovedì 2 luglio 2026.

 

Online su Youtube:

Mercoledì 8 luglio ore 21 sul canale 244 Dgt Smart Tv e su web webstreaming TV www.quiradiolondra.tv andrà in onda la nuova trasmissione con la partecipazione della Dott.ssa Francesca Torsello dove si parlerà delle allergie e intolleranze che affliggono in particolare la popolazione giovanile.

Hippokrātes il medico del futuro

Conduce il Dott. Sandro Sanvenero.

In onda su:
canale 244 del Digitale Terrestre
(Smart TV connessa a Internet)

Web streaming TV
su:
www.quiradiolondra.tv

 

Venerdì 19 alle ore 18.30 si terrà la presentazione del nuovo libro del Prof. Ercole De Masi, La Nuova Sindrome Metabolica, volume dedicato all’evoluzione delle conoscenze scientifiche nell’ambito delle malattie metaboliche e della Medicina di Precisione, presso la sala riunioni del Gruppo Aditerm a Ferentino.

L’incontro rappresenterà un’importante occasione di confronto e aggiornamento per medici, professionisti della salute e operatori del settore, offrendo spunti di riflessione su uno dei temi più attuali della ricerca clinica: il ruolo dell’asse intestino-organi, del microbiota e dell’infiammazione cronica nello sviluppo delle patologie metaboliche.

Nel corso della presentazione, il Prof. De Masi illustrerà i contenuti del volume, che propone una lettura integrata della sindrome cardionefrometabolica, superando la tradizionale visione centrata sul singolo organo per valorizzare le connessioni tra apparati e sistemi biologici.

All’evento parteciperanno anche Irene Palenca, farmacologa esperta dell’asse microbiota-intestino-organo e autrice della prefazione del libro, e Augusto Sannetti, Presidente della Società Italiana Educazionale di Medicina di Precisione, che contribuiranno ad approfondire i temi legati alla medicina personalizzata e alle nuove strategie di prevenzione e trattamento delle patologie croniche.

L’iniziativa si inserisce nell’impegno del Gruppo Aditerm nel promuovere momenti di divulgazione scientifica e confronto professionale sul territorio. Al termine dell’incontro, i partecipanti avranno l’opportunità di condividere un momento conviviale, favorendo la conoscenza reciproca e il consolidamento delle collaborazioni tra i professionisti presenti.

L’appuntamento è fissato per Venerdì 19 alle ore 18.30 presso la sede del Gruppo Aditerm, in Via Casilina Km 77,600 a Ferentino.

Un’occasione per approfondire le più recenti prospettive della medicina integrata e conoscere da vicino un’opera che si propone di contribuire al dibattito scientifico sulla salute metabolica e sulla prevenzione delle malattie croniche.

Il Microbioma Umano, regista della Scienza della Vita

Prefazione di Irene Palenca

Negli ultimi decenni, la medicina ha assistito a un progressivo superamento della visione organo-centrica, lasciando spazio a un paradigma integrato in cui sistemi apparentemente distinti dialogano in modo continuo e dinamico. In questo contesto si inserisce il lavoro del Prof. Ercole De Masi, che propone una rilettura moderna, coraggiosa e olistica della sindrome metabolica, già sindrome cardionefro-metabolica, ampliandone i confini.

Questo volume non si limita a descrivere un insieme di fattori di rischio, ma introduce una visione sistemica in cui cuore, rene, metabolismo e apparato digerente costituiscono un quadrilatero funzionale indissolubile, regolato da una complessa rete di segnali biochimici, immunitari e microbiotici.

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Introduzione di Ercole De Masi

Questo nuovo progetto sposta il focus verso una visione più integrata e olistica che unisce cuore, reni, apparato digerente e metabolismo, mettendo il Sistema Immune e il Microbioma Umano  al centro di questa complessa rete.

Nei lontani anni 70 ero studente di medicina e frequentavo per tirocinio obbligatorio prelaurea il reparto di medicina dell’ospedale Santo Spirito di Roma,  primario professor Pelosio, ed ero assegnato ad uno dei suoi aiuti dott Renato Massini, amico a sua volta del professor Gugliantini, primario radiologo del Bambin Gesù, amico di mio padre.

Se ben ricordo, proprio il primo giorno visitammo un paziente di mezza età, affetto da malattia   diverticolare, cardiopatico; tra le note interessanti del caso si evidenziava una marcata e preoccupante iperuricemia.

La  mattina  dopo il paziente era deceduto  per  infarto  miocardico.
Cominciai, continuai a capire che la medicina era materia molto “complessa” dove era bene PREVEDERE  L’ IMPREVEDIBILE !!!

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Premessa alla Medicina di Precisione
di Augusto Sannetti

La Medicina di Precisione rappresenta un cambio di paradigma rispetto all’approccio “taglia unica” tradizionale: mira a trattare la persona, non solo la malattia, sfruttando biomarcatori molecolari, dati clinici e ambientali per costruire terapie mirate e percorsi di cura personalizzati. Questo concetto, nato in ambito oncologico, si è esteso oggi alle patologie croniche sistemiche grazie all’integrazione delle scienze omiche (genomica, proteomica, epigenomica, metabolomica) e in particolare della microbiomica, che ha rivoluzionato la comprensione del ruolo del microbiota nella salute metabolica e immunitaria.

Nel linguaggio corrente i termini microbiota e microbioma sono spesso usati come sinonimi, ma in ambito medico è importante distinguerli correttamente. Il microbiota è l’insieme dei microrganismi (batteri, virus, funghi, archei) che popolano vari distretti del nostro corpo, soprattutto l’intestino, mentre il microbioma è il patrimonio genetico collettivo di questi microrganismi. Se il microbiota rappresenta la comunità biologica vivente, il microbioma è il suo “genoma funzionale”. Lo studio del Microbioma è quindi la scienza che definisce il ruolo dei geni del Microbiota e la loro interazione con i geni dell’organismo ospite.

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La nuova sindrome metabolica
di Ercole De Masi (Autore)

186 pagine

Costo 20€ + spedizione

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Il presidente Augusto Sannetti richiama il mondo accademico e le istituzioni sanitarie: “Da oltre venticinque anni lavoriamo su questi temi. Serve un confronto realmente inclusivo e rispettoso delle competenze maturate nel Paese”.

di Paolo Rinaldi


C’è una voce che chiede di essere ascoltata e che rivendica con fermezza, ma senza toni offensivi, un primato culturale e scientifico troppo spesso dimenticato. È quella della Società Italiana Educazionale Medicina di Precisione – S.I.E.M.PRE., che attraverso il suo presidente, il professor Augusto Sannetti, richiama l’attenzione del mondo accademico, delle istituzioni sanitarie e dello stesso Ministero della Salute sulla necessità di riconoscere il contributo fornito da chi, quando ancora la Medicina di Precisione non era divenuta una parola d’ordine della sanità contemporanea, aveva già compreso la portata rivoluzionaria di questo nuovo paradigma.

“La memoria scientifica – osserva Sannetti – non può essere selettiva”. Una riflessione che assume il sapore di una rivendicazione, alla luce delle recenti iniziative dedicate alla Medicina di Precisione promosse da AIFA e dalla Fondazione HEAL Italia, dalle quali S.I.E.M.PRE. ha rilevato con rammarico l’assenza di un coinvolgimento della propria comunità scientifica.

Una circostanza che, secondo la società scientifica romana, rischia di generare una rappresentazione incompleta dello sviluppo della Medicina di Precisione nel nostro Paese.

S.I.E.M.PRE. ricorda infatti di essere stata tra le primissime realtà italiane ad affrontare in maniera sistematica i temi della medicina personalizzata, promuovendo già all’inizio del nuovo millennio una visione innovativa fondata sull’integrazione tra genetica, ricerca molecolare, pratica clinica e approccio multidisciplinare. Un impegno che affonda le proprie radici anche nell’esperienza maturata da Augusto Sannetti e da un gruppo di ricercatori italiani nell’ambito dell’International Human Genome Project e successivamente dell’International Human Probiome Project.

Da oltre un quarto di secolo la Società Italiana Educazionale Medicina di Precisione opera attraverso gruppi di studio multidisciplinari che coinvolgono clinici, ricercatori, accademici e professionisti sanitari nel rigoroso rispetto dei principi di indipendenza scientifica e di assenza di conflitti di interesse. Un patrimonio culturale costruito nel tempo e consolidato attraverso venticinque congressi nazionali consecutivi patrocinati dal Ministero della Salute e dal Ministero dell’Università e della Ricerca, oltre a numerose attività formative e divulgative.
La società collabora inoltre con prestigiose università e istituzioni internazionali, con la Community of Mediterranean Universities, è in cooperazione scientifica con oltre settanta società scientifiche italiane ed è partner strategico della European Society for Clinical Investigation (ESCI).

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Al Congresso della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica, tenutosi a Napoli dal 16 al 18 aprile 2026, il poster dal titolo “Disordini funzionali gastrointestinali e allergia a nichel” ha ricevuto un importante riconoscimento scientifico, confermando il crescente interesse verso il ruolo dell’allergia sistemica al nichel nei disturbi gastrointestinali funzionali.

Lo studio, coordinato dai ricercatori del Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali dell’Università Federico II di Napoli e dell’ImmunoNutritionLab CEINGE, ha coinvolto una collaborazione multidisciplinare internazionale con specialisti di gastroenterologia, allergologia e medicina interna.

Un legame sempre più evidente tra sintomi gastrointestinali e allergia al nichel

I disturbi funzionali gastrointestinali, come la dispepsia funzionale e la sindrome dell’intestino irritabile (IBS), rappresentano condizioni molto frequenti sia in età pediatrica sia nell’adulto. Sintomi quali dolore addominale, gonfiore, nausea e diarrea possono però sovrapporsi a quelli osservati nelle allergie alimentari e nelle forme di sensibilizzazione sistemica al nichel.

Il nichel è infatti il più comune allergene da contatto nella popolazione generale e, in alcuni soggetti predisposti, può determinare una Sindrome Sistemica da Allergia al Nichel (SNAS), caratterizzata non solo da manifestazioni cutanee ma anche da importanti sintomi gastrointestinali.

Partendo da queste osservazioni, il gruppo di ricerca ha voluto valutare:

Lo studio: 200 pazienti valutati in due centri di terzo livello

Tra gennaio 2025 e gennaio 2026 sono stati arruolati consecutivamente 200 pazienti di età compresa tra 4 e 65 anni, afferenti a due centri di terzo livello per patologie allergiche e gastrointestinali.

La popolazione studiata presentava:

Tutti i partecipanti sono stati sottoposti a:

I risultati: SNAS frequente nei pazienti con sintomi GI funzionali

Lo studio ha evidenziato risultati di particolare rilievo clinico:

I dati suggeriscono che l’allergia sistemica al nichel possa rappresentare una causa sottodiagnosticata di sintomi gastrointestinali cronici comunemente attribuiti ai disturbi funzionali.

Implicazioni cliniche

Secondo gli autori, l’Atopy Patch Test mostra una buona sensibilità diagnostica e potrebbe diventare uno strumento utile di screening nei pazienti con IBS o dispepsia funzionale.

L’integrazione di una valutazione allergologica nel percorso diagnostico di questi pazienti potrebbe:

Il lavoro apre inoltre nuove prospettive di ricerca sull’interazione tra immunologia, alimentazione e disturbi funzionali gastrointestinali.

Gli autori

Il poster è stato firmato da:
L. Carucci, V. Ciminera, E. Caldaria, R. F. Iorio, P. D’Alessio, D. Marziali, A. Masino, M. Sacco, G. Falco, S. Coppola, A. Agizza e Roberto Berni Canani.

Il riconoscimento ottenuto al Congresso SIAP sottolinea il valore innovativo di uno studio che potrebbe contribuire a ridefinire l’approccio diagnostico ai disturbi gastrointestinali funzionali, soprattutto nei pazienti con sospetta sensibilizzazione alimentare.

È stato recentemente pubblicato sulla rivista Biomedicines uno studio scientifico che esplora il possibile ruolo della palmitoiletanolamide endogena nell’allergia al nichel e nella Systemic Nickel Allergy Syndrome (SNAS).

L’allergia o reazione avversa al nichel rappresenta la più frequente causa di dermatite allergica da contatto a livello globale. Nella sua espressione sistemica (SNAS), il coinvolgimento non si limita alla cute ma può estendersi al tratto gastrointestinale, configurando un quadro clinico complesso in cui interagiscono immunità mucosale, barriera intestinale e risposta cutanea. In questo contesto, il modello del “gut–skin axis” assume una rilevanza crescente.

L’articolo — a firma di Irene Palenca, Silvia Basili Franzin, Giovanni Sarnelli e Giuseppe Esposito – propone una riflessione sul possibile impiego della palmitoiletanolamide — lipide bioattivo endogeno appartenente alla famiglia delle N-aciletanolamidi — alla luce delle sue proprietà di:

  • modulazione dell’attività mastocitaria;
  • regolazione di pathway infiammatori e pro-angiogenici;
  • interazione con sistemi recettoriali coinvolti nel controllo della risposta immunitaria;
  • supporto dell’integrità della barriera intestinale.

Nella prospettiva della Medicina di Precisione, l’interesse verso la palmitoiletanolamide risiede nella possibilità di intervenire su specifici nodi fisiopatologici condivisi da sottogruppi di pazienti con allergia al nichel o SNAS, potenzialmente caratterizzati da iperattivazione mastocitaria, aumentata permeabilità intestinale o pattern infiammatori sistemici misurabili.

Pur in assenza di studi clinici dedicati specificamente all’impiego della PEA nell’allergia al nichel o nella SNAS, il contributo si fonda su un solido razionale biologico e su evidenze indirette provenienti da condizioni infiammatorie correlate. Si configura pertanto come un’ipotesi traslazionale che merita approfondimento attraverso studi controllati, con adeguata stratificazione dei pazienti e identificazione di biomarcatori predittivi di risposta.

La Società Italiana Educazionale di Medicina di Precisione esprime un sincero plauso agli autori per aver proposto una riflessione scientificamente rigorosa e orientata ai meccanismi, capace di integrare immunologia, fisiologia della barriera e dermatologia sistemica in una prospettiva coerente con i principi della Medicina di Precisione.

Contributi di questo tipo favoriscono l’evoluzione da un modello descrittivo della patologia allergica verso protocolli terapeutici e approcci sempre più stratificati, predittivi e personalizzati.

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Aumenta in italia la circolazione dell’influenza e di casi di sindrome respiratorie acute. aumenta l’afflusso nei centri di pronto soccorso e di ricoveri ospedalieri. il picco massimo dell’influenza si registrera’ durante le festivita’ natalizie. in questo periodo di massima esposizione quando gli agenti eziologici diventano piu’ aggressivi massima attenzione dovra’ essere riservata ai pazienti ad alto rischio, fragili e particolarmente vulnerabili.

L’inverno è arrivato, nell’ultima settimana si sono registrati oltre 1 milione di casi di sindromi respiratorie acute, la curva dell’influenza continua a crescere e il suo picco massimo si registrerà durante le feste e in corso dei grandi spostamenti prevedibili in questo periodo dell’anno.

I Virus influenzali fra cui il nuovo ceppo K che è diventato prevalente sono la causa delle influenze stagionali. Il periodo di fine anno 2025 e anno nuovo 2026 si prospetta ad alta intensità per le malattie respiratorie e l’alta incidenza dei casi è dovuta ad un insieme di Virus principalmente da Virus con i ceppi A/H3N2 e B/Victoria che mutando continuamente generano nuovi ceppi che a loro volta determinano varianti come il ceppo K  ormai dominante che unendosi ad altri agenti virali come il Virus respiratorio sinciziale (VRS) e altri rhinovirus o varianti di SARS-COV2 contribuiscono all’aumento dei casi di sindrome respiratorie acute.

Gli esperti prevedono circa 18 milioni di contagi in Italia con infezioni i cui sintomi sono quelli tradizionali, tosse, raffreddore, riniti, mal di gola, associati a febbre, dolori muscolari e complicanze che possono colpire i vari distretti dell’organismo umano.

Le infezioni che si sovrappongono all’influenza sono le bronchiti e le polmoniti che si manifestano ed evolvono quando febbre,  tosse, mal di gola, persistono da più tempo con un respiro difficile e faticoso.

Come di consueto la circolazione dell’influenza colpisce prevalentemente i bambini al di sotto dei 5 anni mentre al momento l’incidenza osservata negli adulti è di circa il 15 per mille di abitanti ma è destinata ad aumentare drasticamente.

Si rinnovano gli inviti soprattutto per le categorie a rischio, di seguire le misure preventive più corrette, si consiglia il vaccino antinfluenzale che non è obbligatorio ma è raccomandato per le persone più fragili tra questi gli adulti over 65 ai quali il vaccino è consigliabile se non ancora fatto, da fare entro il mese dicembre (per avere un minimo di efficacia ed utilità) per chi lo desidera.

Particolare attenzione deve essere riservata ai milioni di pazienti con malattie croniche respiratorie, cardiache, neurologiche, ai pazienti diabetici, a quelli immunocompromessi o in terapia oncologica, ai pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali e per tutti quelli con Malattie Croniche Non Trasmissibili (MCNT).

Sebbene la prevenzione antinfluenzale si basi prevalentemente per questi pazienti sulla vaccinazione annuale (con vaccinazioni specifiche possibilmente da effettuare dal mese di ottobre a dicembre) le misure igieniche preventive e di protezione evitando contatti ravvicinati con chi manifesta sintomi influenzali sono fortemente raccomandate, così come l’utilizzo sia preventivo che in corso di malattia per il controllo dei sintomi di complessi molecolari biologici antivirali agonisti di nuova generazione poiché possono ridurre notevolmente le probabilità di sviluppare forme più gravi di influenza riducendo i casi di infezione e le complicazioni delle polmoniti batteriche e il rischio di sovrainfezioni con altre infezioni respiratorie come da SARS-COV2 o il Virus sinciziale (RSV) che possono causare malattie gravi anche negli adulti senza patologie pregresse.

In Italia durante la stagione invernale le patologie respiratorie acute e croniche come le broncopneumopatie croniche ostruttive (BPCO), l’asma bronchiale e le insufficienze respiratorie rappresentano una vera e propria priorità ed emergenza sanitaria poiché insieme alle malattie polmonari che in questo periodo sono in notevole aumento determinano la condizione di una maggior crisi nella gestione dei pronto soccorso per l’aumentato numero di accessi e di ricoveri in ospedale.

Infatti, l’afflusso nei centri di pronto soccorso durante questo periodo di influenza stagionale aumenta di oltre 10 volte rispetto ad altri periodi dell’anno, con cospicuo incremento di pazienti fragili e affetti da patologie croniche per queste ragioni le malattie per sindrome respiratorie acute sono considerate una vera priorità ed emergenza sanitaria.

Il sovraffollamento negli ospedali relativamente alle metodologie assistenziali per una corretta gestione delle sindromi respiratorie acute coinvolgono e riguardano diverse figure professionali. La metodologia con la quale si effettuano le scelte e le priorità assistenziali per i pazienti più fragili dipende dai medici di medicina generale chiamati a concentrarsi per svolgere una adeguata prevenzione e gestione delle malattie respiratorie che è cruciale per le categorie a rischio e in caso di complicazioni o di peggiorata condizione del paziente.

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Specialisti ed esperti riuniti a Roma dal 20 al 22 Novembre 2025 per l’XI° Congresso Nazionale della Società Italiana di GastroReumatologia presso la sede congressuale del l’Hotel Belstay Roma Aurelia per approfondire le prospettive e le nuove possibilità terapeutiche per la più corretta gestione integrata dei pazienti con malattie gastro-reumatologiche  e malattie infiammatorie multiorgano.

In Italia oltre sei milioni di persone soffrono di malattie gastro-reumatologiche, di cui oltre 700 mila soffrono di malattie croniche autoimmuni come artrite reumatoide, spondiloartropatia e oltre 250 mila sono affetti da malattie infiammatorie croniche e intestinali come morbo di Crohn e colite ulcerose. 

Le malattie infiammatorie multiorgano sono un gruppo di patologie complesse e variegate tra cui le malattie autoimmuni come artrite reumatoide, artrite psoriasica, spondiloartriti, lupus eritematoso sistemico, sclerosi multipla e malattie infiammatorie croniche intestinali come la malattia di Crohn, coliti ulcerose che in Italia interessano circa due milioni di pazienti.

Le patologie gastro-reumatologiche sono malattie che colpiscono sia l’apparato gastrointestinale che quello reumatologico con cause autoimmuni e fattori scatenanti comuni determinati da una eccessiva produzione di molecole infiammatorie (citochine pro-infiammatorie) che causano danni sia alle articolazioni che alle mucose intestinali.

Le più complicate patologie gastro-reumatologiche sono quindi malattie autoimmuni causate da un disturbo cronico del sistema immunitario determinato da predisposizioni genetiche, da fattori epigenetici che possono essere causa di malfunzionamento del sistema immunitario che in condizioni di funzionalità è il vero sistema attraverso il quale l’organismo attiva i meccanismi di difesa verso gli agenti patogeni.

Normalmente in corso di malattie croniche autoimmuni gastro-reumatologiche il sistema immunitario è perturbato e si attiva erroneamente distruggendo i tessuti delle cellule sane dell’organismo di tali pazienti, causando una infiammazione cronica incontrollabile, dolore e danni verso i vari distretti dell’organismo umano a causa di una produzione auto-anticorpale che colpisce i tessuti dell’organismo invece di contrastare gli agenti patogeni esterni come i batteri e i virus.

Per la loro natura multisistemica le malattie gastro-reumatologiche richiedono spesso un approccio multidisciplinare dove è richiesta la collaborazione tra specialisti, in particolare reumatologi e gastroenterologi al fine di poter produrre diagnosi precoci e trattamenti adeguati.

L’XI° Congresso Nazionale della Società Italiana di GastroReumatologia presieduto dalla Prof.ssa Roberta Pica è quindi una occasione qualificata di confronto dei vari esperti clinici e ricercatori scientifici e medici che vengono coinvolti sui temi e focus delle patologie immuno-mediate al fine di promuovere una visione clinica e integrata imprescindibile per la più corretta pratica medica dei pazienti affetti da malattie gastro-reumatologiche.

In occasione del Congresso sono previste interessanti relazioni scientifiche dedicate in modo particolare ai vari target terapeutici oggi disponibili per la cura delle malattie gastro-reumatologiche poiché nella maggior parte dei casi i farmaci più comunemente usati non sembrano ancora essere capaci di arrestare i processi infiammatori e la degradazione e distruzione dei tessuti specialmente in caso di malattie infiammatorie croniche.

Sino ad oggi infatti un modesto ottimismo viene evidenziato dai più importanti lavori scientifici di settore pubblicati, verso una nuova classe di farmaci definiti farmaci biologici antagonisti TNF-ALFA nonostante che le conclusioni provvisorie siano evidenziate anche dai rischi determinati dalla soppressione e inibizione del TNF-ALFA che svolgendo un ruolo importante sul sistema immune per la difesa dell’ospite contro le infezioni e contro il cancro possono gravare sulla maggiore incidenza di infezioni opportunistiche, neoplasie, linfomi, malattie cardiovascolari e alterazioni metaboliche dei pazienti. Anche i farmaci definiti inibitori anti JAK che essendo farmaci che agiscono bloccando l’azione degli enzimi janus-chinasi (JAK) all’interno delle cellule interrompendo la segnalazione di molecole infiammatorie e modificandone la risposta infiammatoria, possono essere utili per controllare i sintomi e i segni delle malattie ma richiedono particolare attenzione all’uso soprattutto nei pazienti anziani, nei pazienti immunocompromessi e con neoplasie, e in tutti i pazienti con rischio di malattie cardiovascolari, di tromboembolismo venoso poiché producono effetti collaterali che includono anche infezioni delle vie respiratorie, gastrointestinali e delle vie urinarie.

La recente scoperta sulla tolleranza immunitaria dei ricercatori insigniti con il premio Nobel per la Medicina e Fisiologia 2025 assegnato a tre ricercatori americani Mary  E. Brunkow e Fred Ramsdell e al giapponese Shimon Sakaguchi per la loro scoperta sui linfociti T Regolatori (T-reg) cellule essenziali per l’equilibrio immunitario che rivelano i meccanismi di come tali cellule possono impedire al sistema immunitario di attaccare i tessuti sani e che possono gettare le basi per nuove terapie contro le malattie autoimmuni e i tumori saranno particolarmente utili in campo gastro-reumatologico per contrastare sia le malattie autoimmuni che le Malattie Croniche Non Trasmissibili poiché la scoperta del gene di regolazione FOXP3  delle cellule T- regolatorie (T-reg) che sono le guardie di sicurezza del sistema immunitario  saranno decisive per capire come funziona il sistema immunitario e perché si sviluppano le malattie autoimmuni e come la scoperta del fattore di regolazione gene FOXP3 e delle cellule T-reg rappresentano la nuova speranza per protocolli terapeutici per una reale Medicina di Precisione efficace e sicura per controllare le malattie autoimmuni di interesse gastro-reumatologico come ha chiarito Augusto Sannetti Presidente della Società Italiana Educazionale di Medicina di Precisione intervistato dalla Agenzia Stampa Quotidiana Nazionale Prima Pagina News.

La scoperta del fattore di regolazione gene FOXP3 delle guardie di sicurezza del sistema immunitario determinate dalle cellule T-regolatorie (T-reg) permettono in ambito immunologico-traslazionale di meglio capire e riconoscere in alcune condizioni come in età pediatrica, negli anziani, nei pazienti immunocompromessi e pazienti fragili in particolare quelli in trattamento farmacologico multiplo, la risposta biologica delle cellule immunitarie, conferma Augusto Sannetti, può stravolgere il concetto stesso di terapia ed efficacia e delle valutazioni cliniche in acuto a medio termine della farmacocinetica (distribuzione, metabolismo, eliminazione, funzione emuntoria ed eliminazione di un farmaco) consentendo di riconoscere quale ruolo gioca il sistema immunitario individuale nei processi dell’infiammazione acuta e cronica, in caso di infezioni, di autoimmunità, sia nelle patologie reumatologiche che  nelle patologie infiammatorie croniche intestinali e nelle patologie neurologiche e in ambito cardiometabolico quali sono i rischi-benefici dei farmaci in particolare di quelli biologici antagonisti e dei farmaci inibitori di janus-chinasi (sconsigliati nei pazienti ad alto rischio) consentendo ai ricercatori di conoscere le concentrazioni di anticorpi antifarmaco e la loro immunogenicità per singolo paziente.

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IN ITALIA LE MALATTIE REUMATOLOGICHE COLPISCONO OLTRE 5 MILIONI DI PERSONE DI QUESTE OLTRE 700 MILA SI STIMANO SOFFRONO DI FORME CRONICHE COME ARTRITE REUMATOIDE E SPONDILOARTROPATIE DI CUI L’80 PER CENTO SONO DONNE.

IL COLLEGIO DEI REUMATOLOGI RIUNITO IN CONGRESSO A BOLOGNA PER MIGLIORARE ORGANIZZAZIONE, QUALITA’ E COMPETENZE E PERCORSI DI CURA DEGLI OPERATORI SANITARI IN REUMATOLOGIA.

Tra i temi più discussi in occasione del 28° Congresso del Collegio Reumatologi Italiani del CReI tenutesi a Bologna dal 9 all’11 Ottobre 2025 quello dedicato all’Artrite Reumatoide (AR) è stato senza dubbio uno degli argomenti che ha suscitato il maggiore interesse e stimolato il confronto dei vari esperti clinici e ricercatori scientifici, medici presenti al Convegno.

L’Artrite Reumatoide (AR) è una malattia autoimmune che provoca infiammazione di tutte le articolazioni provoca dolore e gonfiore e rigidità articolare che se non trattata può produrre danni permanenti e compromettere la funzionalità articolare e la qualità della vita dei pazienti.

L’Artrite Reumatoide (AR) è causata da un disturbo cronico del sistema immunitario determinato da predisposizioni genetiche, ormoni, fattori epigenetici che possono essere causa di mal funzionamento del sistema immunitario che in condizioni di funzionalità è il sistema attraverso il quale l’organismo attiva i meccanismi di difesa verso gli agenti patogeni.

In corso di malattia da Artrite Reumatoide (AR) il sistema immunitario è perturbato e si attiva erroneamente distruggendo i tessuti delle cellule sane dell’organismo di tali pazienti causando una infiammazione cronica, dolore e danni articolari a causa di una produzione auto-anticorpale che colpisce i tessuti dell’organismo invece di contrastare gli agenti patogeni esterni come batteri e virus.

Nella sessione di apertura del Congresso di Bologna dedicata interamente all’ Artrite Reumatoide (AR) una interessante relazione sui target terapeutici oggi disponibili per il trattamento per l’Artrite Reumatoide (AR) è stata tenuta dal Dott. Dario Camellino di Genova, il quale ha evidenziato come purtroppo i farmaci disponibili tra quelli che appaiono più efficaci (Methotrexate) non sembrano essere capaci di arrestare il processo erosivo della malattia. I farmaci antagonisti del TNF-Alfa (Infliximab) o (Etanercept) che i medici hanno a disposizione come terapia alternativa vengono oggi usati per modificare la risposta biologica dell’organismo con la speranza di ottenere un miglior controllo delle malattie reumatologiche e per comprendere meglio la patogenesi delle stesse.

I risultati più importanti riportati dai lavori scientifici sino ad ora pubblicati e uno scarso numero di pazienti studiati giustificano un modesto ottimismo verso questa nuova classe di farmaci definiti biologici antagonisti TNF-Alfa, nonostante che nelle conclusioni provvisorie e nell’ipotesi preliminari siano stati evidenziati anche i rischi relativi determinati dalla soppressione inibizione del TNF-Alfa che svolgendo un ruolo importante sul sistema immune per la difesa dell’ospite contro le infezioni e contro il cancro possono gravare sulla maggiore incidenza di infezioni opportunistiche, neoplasie, linfomi e nelle malattie cardiovascolari e alterazione metabolica dei pazienti.

La recente scoperta sulla tolleranza immunitaria dei ricercatori insigniti con il premio Nobel per la Medicina e Fisiologia 2025 assegnato a tre ricercatori americani Mary  E. Brunkow e Fred Ramsdell e al giapponese Shimon Sakaguchi per la loro scoperta sui linfociti T Regolatori (T-reg) cellule essenziali per l’equilibrio immunitario che rivelano i meccanismi di come tali cellule possono impedire al sistema immunitario di attaccare i tessuti sani e che possono gettare le basi per nuove terapie contro le malattie autoimmuni e i tumori saranno particolarmente utili in campo reumatologico che gastroenterologico per contrastare le malattie autoimmuni e le Malattie Croniche Non Trasmissibili poiché la scoperta del gene di regolazione FOXP3  delle cellule T regolatorie (T-reg) che sono le guardie di sicurezza del sistema immunitario come ha spiegato Augusto Sannetti Presidente della Società Italiana Educazionale di Medicina di Precisione presente al Congresso di Bologna saranno decisive per capire come funziona il sistema immunitario e perché si sviluppano le malattie autoimmuni.

D’altra parte, ribadisce Augusto Sannetti l’avvento del sequenziamento del DNA e delle sue caratteristiche polimorfiche ha certificato l’unicità irripetibile per singolo individuo (identitario, genetico, e genetico polimorfico) ed essere unici in termini morfo-funzionali rende la compatibilità del nostro sistema immune sempre specificatamente problematica.

Non esistendo una compatibilità assoluta in maniera universale del nostro sistema immune ma solo una tollerabilità con range diversi che si può definire della tolleranza compatibile, poiché le cellule immunitarie sono determinate geneticamente, la somministrazione di sostanze esogene, vaccini, farmaci, sostanze chimiche di sintesi etc. che sono perturbatori e disturbatori endocrini del nostro sistema immune producono una ulteriore infiammazione accelerata che nella maggior parte delle terapie utilizzabili possono non essere adeguate né sicure né funzionali.

Ecco perché la scoperta del fattore di regolazione gene FOXP3 delle cellule T-reg, spiega Augusto Sannetti, può rappresentare la nuova speranza per protocolli terapeutici per una reale Medicina di Precisione efficace e sicura per controllare le Malattie Autoimmuni non solo reumatologiche ma in tutte le Malattie Infiammatorie Croniche dei vari distretti dell’organismo umano.

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