Premessa alla Medicina di Precisione di Augusto Sannetti

La Medicina di Precisione rappresenta un cambio di paradigma rispetto all’approccio “taglia unica” tradizionale: mira a trattare la persona, non solo la malattia, sfruttando biomarcatori molecolari, dati clinici e ambientali per costruire terapie mirate e percorsi di cura personalizzati. Questo concetto, nato in ambito oncologico, si è esteso oggi alle patologie croniche sistemiche grazie all’integrazione delle scienze omiche (genomica, proteomica, epigenomica, metabolomica) e in particolare della microbiomica, che ha rivoluzionato la comprensione del ruolo del microbiota nella salute metabolica e immunitaria.

Nel linguaggio corrente i termini microbiota e microbioma sono spesso usati come sinonimi, ma in ambito medico è importante distinguerli correttamente. Il microbiota è l’insieme dei microrganismi (batteri, virus, funghi, archei) che popolano vari distretti del nostro corpo, soprattutto l’intestino, mentre il microbioma è il patrimonio genetico collettivo di questi microrganismi. Se il microbiota rappresenta la comunità biologica vivente, il microbioma è il suo “genoma funzionale”. Lo studio del Microbioma è quindi la scienza che definisce il ruolo dei geni del Microbiota e la loro interazione con i geni dell’organismo ospite.

Studi recenti hanno dimostrato che il Microbioma umano contiene fino a 100 volte più geni del Genoma umano e partecipa attivamente a numerose funzioni fisiologiche: sintesi vitaminica, regolazione immunitaria, integrità della barriera intestinale, metabolismo dei nutrienti, e perfino modulazione dell’infiammazione sistemica. Al contrario, la disbiosi, alterazione patologica del microbiota, è associata a una maggiore permeabilità intestinale, endotossiemia metabolica, rilascio cronico di citochine infiammatorie e incremento del rischio di sindrome metabolica, diabete, obesità e patologie cardiovascolari.

In questo contesto, emergono nuove classi di molecole endogene con effetto pro-omeostatico: le ALIAmidi (Autacoid Local Injury Antagonist Amides), tra cui la palmitoiletanolamide (PEA) e l’oleoiletanolamide (OEA). Prodotte localmente dai tessuti in risposta a stress o danno, le ALIAmidi modulano l’infiammazione e il metabolismo energetico agendo su recettori chiave come PPAR-α, GPR55 e TRPV1. Il loro effetto si esplica nel contenimento dell’attivazione immunitaria, nella riduzione della produzione di citochine pro-infiammatorie (TNF-α, IL-6) e nella regolazione del bilancio energetico cellulare.

Un aspetto innovativo e ancora poco conosciuto è che le ALIAmidi possono influenzare direttamente il microbiota intestinale. Studi preclinici suggeriscono che la somministrazione di PEA o OEA favorisce il ripristino dell’eubiosi, migliorando l’abbondanza di ceppi benefici (come Lactobacillus e Bifidobacterium) e riducendo la crescita di specie pro-infiammatorie. Inoltre, attraverso l’attivazione dei recettori PPAR-α a livello intestinale, le ALIAmidi rafforzano la barriera epiteliale, limitando la traslocazione batterica e l’endotossiemia metabolica. Questo crea un circolo virtuoso tra sistema immunitario, epitelio intestinale e composizione microbica, fondamentale nella gestione delle patologie croniche.

Le più recenti strategie biotecnologiche si spingono oltre: attraverso la modifica genetica di microorganismi batterici è possibile ingegnerizzare ceppi (come Lactobacillus Paracasei subs. Paracasei F19) in grado di biosintetizzare direttamente ALIAmidi nel lume intestinale. Questi  “microrganismi endogeni intelligenti” rappresentano una nuova generazione di terapie viventi, capaci di modulare il microbioma, ridurre l’infiammazione e supportare l’omeostasi metabolica con precisione e continuità.

In conclusione, la convergenza tra Medicina di Precisione, scienze omiche, microbioma e lipidomica terapeutica apre una nuova era nella gestione personalizzata delle patologie croniche multifattoriali. Molecole endogene come le ALIAmidi, capaci di dialogare con il microbioma e con i principali sistemi metabolici e immunitari, rappresentano una frontiera avanzata nella costruzione di strategie terapeutiche più efficaci, sostenibili e centrate sul paziente utilizzabili con efficacia e sicurezza in tutte le Malattie Croniche Non Trasmissibili (MCNT) e in caso di Sindrome Cardionefrometabolica (CNMS).